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Filosofi e prassi
Anche la poesia è la forza risultante di forze opposte, della poesia e della pratica. Là dove queste si compenetrano interamente e di fondono a formare un'unità, sorge la filosofia; la quale, dissolvendosi a sua volta, dà origine alla mitologia o ritorna nella vita.
[Frammenti dell'Aethenaeum (205-304) in scritti di estetica, Sansoni, 1967]
La filosofia per Schlegel è il prodotto che nasce dalla Praxis poetica. Il poeta-filosofico deve essere dotato di ironia ma sopratutto non ritenersi un filosofo poichè la nobile arte è un continuo divenire e di messa in atto continuamente. Quando pratica e poesia si fondono all'unisuono sorge la filosofia e nel momento in cui si dissolve lascia la parte più eterea di essa: la vita.
La poesia "buona" deve essere dotata di istinto, passione di materie spiritose e il poeta ironico si servirà, anche, della propria immaginazione per "eletrizzare" le sue parole; egli (il poeta-filosofo) sarà anche un artista ma non per il semplice fatto di produrre un'opera ma per il fatto che la sua produzione è il frutto di una sapiente combinazione di impulso, passione ed entusiasmo. La poesia pratica, nel suo passo precedente al divenire filosofia, non si fonda sulla retorica come potrebbe essere il semplice filosofare. In altre parole quello che Schlegel vuol farci notare è che la vera filosofia non nasce semplicemente da un processo retorico ma anche di un'ironica forma di poetare che nel suo evolversi nell'attività pratica produce filosofia. L'aspetto pratico della poesia si evidenzia, anche, nel suo processo dinamico e progressivo nel riunire tutti i generi letterari e poetici in perenne combinazione (dunque non solo) con la retorica: "essa vuole, e deve anche, ora mescolare ora combinare poesia e prosa, genialità e critica, poesia d'arte e poesia ingenua, rendere viva e sociale la poesia, poetica e la vita e la società, poetizzare lo spirito riempire e saturare le forme dell'arte col più vario e schietto materiale di cultura e animarle con vibrazioni di humor […] la poesia romantica è ancora in divenire; anzi, questa è la sua vera essenza: che può soltanto divenire mai essere".
Nei confronti del filosofo non ispirato poeticamente secondo ironia, Schlegel traccia una dura critica nei frammeti dell'Athenaeum (230-346) sostenendo che essi sono sempre allo stesso punto con la pretesa di aver fatto il così detto "salto mortale": "Il famoso salto mortale dei filosofi è spesso soltanto un falso allarme. Prendono nella loro mente una rincorsa terribile e si congratulano per lo scampato pericolo; ma se poi si va a vedere son sempre fermi allo stesso posto. E' il viaggio per l'aria di Don Chisciotte sul cavallo di legno".
Viene spontaneo chiedersi, allora, se si debba assolutamente gettare via l'immagine del classico filosofo, serioso e pensieroso di fronte ad un poeta giocherellone che tende (senza mai raggiungerla) l'ideale condizione del filosofare. Schlegel scioglie il nodo così: "il mondo è troppo serio e tuttavia la serietà è abbastanza rara. Il serio è l'opposto del gioco. La serietà ha uno scopo ben preciso ma non può stare a bloccarsi e non può ingannarsi, persegue il suo fine. Per questo si richiede energia, vigoria di spirito d'estensione e d'intensità illimitate. Serietà è grandezza nell'azione. Grande è ciò che ha insieme entusiasmo e genialità, ciò che è insieme divino e perfetto. Perfetto è ciò che è insieme natura ed arte".